Credito d'imposta ZES Unica 2026: comunicazioni, percentuale e documenti
Il macchinario arriva nello stabilimento il 14 dicembre 2026, la fattura elettronica è del 15 dicembre, il saldo parte a gennaio. A maggio l'impresa che segui, una media impresa pugliese, ha comunicato all'Agenzia delle Entrate un investimento da 480.000 euro nella ZES Unica. A gennaio dovrai attestare cosa è stato realizzato, fattura per fattura, e quella linea deve rientrarci.
Cos'è il credito d'imposta ZES Unica
È un credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali destinati a strutture produttive nelle zone assistite di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e in quelle di Abruzzo, Marche e Umbria previste dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027. Lo prevede l'art. 16 del d.l. 124/2023. La legge di bilancio 2026 lo ha esteso agli investimenti dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028.
Possono accedere le imprese attive nella ZES o che vi si insediano, con qualsiasi forma giuridica. Sono esclusi alcuni settori (siderurgia, carbone, trasporti, energia, banda larga, credito e assicurazioni), le imprese in liquidazione e quelle in difficoltà.
Quali investimenti
Un progetto di investimento iniziale con macchinari, impianti e attrezzature nuovi, anche in leasing, terreni e immobili strumentali, che possono essere anche usati. Sono esclusi i beni destinati alla vendita e i materiali di consumo.
Secondo il Dipartimento per il Sud il progetto deve valere almeno 200.000 euro e al massimo 100 milioni di euro, terreni e fabbricati non possono superare il 50% dell'investimento agevolato e non valgono gli acquisti fra imprese collegate o controllate. Per il leasing conta il costo sostenuto dal locatore.
L'intensità per i progetti fino a 50 milioni di euro di costi ammissibili, secondo il Dipartimento:
| Zona | Piccole | Medie | Grandi |
|---|---|---|---|
| Calabria, Campania, Puglia, Sicilia | 60% | 50% | 40% |
| Basilicata, Molise, Sardegna | 50% | 40% | 30% |
| Abruzzo, Marche, Umbria (zone "c") | 35% | 25% | 15% |
Nelle aree del Fondo per una transizione giusta di Puglia e Sardegna sono più alte.
Le due comunicazioni per gli investimenti 2026
I modelli sono quelli del provvedimento dell'Agenzia del 30 gennaio 2026. Li invia l'impresa o un intermediario abilitato.
| Comunicazione | Quando | Cosa contiene |
|---|---|---|
| Preventiva | dal 31 marzo al 30 maggio 2026 | spese sostenute dal 1° gennaio e previste fino al 31 dicembre 2026 |
| Integrativa | dal 3 al 17 gennaio 2027 | investimenti realizzati, credito maturato, estremi delle fatture elettroniche e della certificazione |
Il 17 gennaio 2027 è domenica, ma la scheda dell'Agenzia indica comunque il 17 come ultimo giorno: non contare su uno slittamento e invia prima. Se una comunicazione inviata dal 13 al 17 gennaio viene scartata, puoi ritrasmetterla entro il 22 gennaio. Se viene scartato l'intero file, per esempio per un codice di autenticazione non riconosciuto, dopo il 17 non puoi più inviarla.
L'integrativa va inviata a pena di decadenza e non può indicare un importo superiore a quello della preventiva, altrimenti viene scartata. Gli investimenti 2026 contano fino al 31 dicembre 2026. Molti articoli riportano ancora il 15 novembre, che era il termine del 2024 e del 2025.
Se l'impresa non ha inviato la preventiva entro il 30 maggio 2026, per quest'anno non ha niente da integrare. La finestra successiva va dal 31 marzo al 30 maggio 2027.
La percentuale che puoi usare davvero
Il credito chiesto nell'integrativa è un tetto: dopo le comunicazioni l'Agenzia pubblica un provvedimento con la misura spettante, calcolata sulle risorse stanziate. Per il 2026 non è ancora uscito.
Per il 2025 il provvedimento del 12 dicembre 2025 ha fissato la quota al 60,3811% del credito richiesto. La legge di bilancio 2026 ha aggiunto un 14,6189% dello stesso importo, da chiedere dal 15 aprile al 15 maggio 2026 con il modello approvato il 16 febbraio 2026.
Nel caso iniziale: 480.000 euro × 50% = 240.000 euro richiesti. Con la percentuale del 2025, che per il 2026 potrà essere diversa, l'impresa userebbe 240.000 × 60,3811% = 144.914,64 euro.
Come si usa: F24 e codice tributo
Solo in compensazione, con F24 inviato dai servizi telematici dell'Agenzia, dal giorno lavorativo successivo al provvedimento sulla percentuale e dopo la ricevuta che riconosce il credito. Oltre 150.000 euro servono prima le verifiche antimafia.
Il provvedimento del 30 gennaio 2026 rinvia alla risoluzione 39/E del 2024, che ha istituito il codice tributo 7034: sezione Erario, anno di riferimento uguale all'anno dei costi, quindi 2026. Prima del primo F24 verifica che non ne sia uscito uno nuovo. Il credito va riportato in dichiarazione dei redditi fino a esaurimento.
Cumulo con altri aiuti
Sugli stessi costi il credito si cumula con il de minimis e con altri aiuti di Stato, se il totale resta entro l'intensità massima consentita dalle regole europee. Con Transizione 5.0 il margine è più stretto: le FAQ dell'Agenzia del 2024 escludevano il cumulo sugli stessi costi. Se il bene è finanziato anche da un bando, la logica è quella della guida alle spese ammissibili.
I documenti da tenere in fascicolo
L'Agenzia confronta gli estremi delle fatture indicati nell'integrativa con la propria banca dati. Un revisore legale certifica che le spese sono state sostenute e corrispondono alle scritture contabili.
| Documento | A cosa serve |
|---|---|
| Fatture elettroniche | estremi nell'integrativa, descrizione del bene |
| DDT, verbale di consegna, rogito | data in cui l'investimento si considera fatto |
| Bonifici ed estratti conto | legano la fattura alla contabilità |
| Contratto di leasing | costo del locatore |
| Libro cespiti, prova di entrata in funzione | difesa in caso di ricalcolo |
| Certificazione e ricevute | prova di ciò che hai inviato |
Le FAQ dell'11 luglio 2024 legavano la data del costo all'art. 109 del TUIR: consegna per i beni mobili, rogito per gli immobili. Per le fatture di acconto la certificazione deve dire che sono acconti. Per gli investimenti senza fattura elettronica, come un immobile comprato da un privato, e per quelli in leasing, la certificazione va inviata all'Agenzia entro 30 giorni dal provvedimento sulla percentuale, con il servizio «Consegna documenti e istanze». I controlli su fatture e pagamenti sono nella guida ai documenti di rendicontazione.
Serve una dicitura in fattura?
Secondo le FAQ dell'Agenzia dell'11 luglio 2024 il decreto attuativo del 17 maggio 2024 non prevede una dicitura specifica: le fatture vanno elencate nella comunicazione. Il provvedimento del 2026 non ne aggiunge. Chiedi al fornitore una descrizione che permetta al revisore di riconoscere il bene: modello, matricola, indirizzo dello stabilimento.
Sulla parte documentale Rendy può aiutarti: ricava dal testo della misura regole e campi, che rivedi e approvi, poi controlla fatture, bonifici e quietanze con un esito per ogni controllo (Superato, Non superato, Da verificare) e la motivazione scritta, che puoi confermare o correggere. Le comunicazioni all'Agenzia restano a te.
Quando il credito si riduce o decade
Secondo il Dipartimento per il Sud il credito si ricalcola senza il costo del bene se il bene non entra in funzione entro il secondo periodo d'imposta successivo all'acquisto, o se viene ceduto o spostato fuori dalla struttura entro il quinto periodo d'imposta dall'entrata in funzione. L'impresa decade se non mantiene l'attività nella ZES per almeno 5 anni dal completamento dell'investimento. Le somme da restituire si versano con il codice 7034.
Domande frequenti
Serve una dicitura in fattura per il credito ZES Unica?
No, secondo le FAQ dell'Agenzia dell'11 luglio 2024. Il provvedimento del 30 gennaio 2026 non ne introduce una.
Quando si invia la comunicazione integrativa per gli investimenti 2026?
Dal 3 al 17 gennaio 2027, secondo la scheda dell'Agenzia. Il 17 è domenica: invia prima. Se un invio fatto dal 13 al 17 gennaio viene scartato, lo ritrasmetti entro il 22 gennaio.
Il cliente non ha inviato la preventiva entro il 30 maggio 2026: può recuperare?
Per il 2026 no, perché l'integrativa conferma solo quanto già comunicato. Può prenotare gli investimenti 2027 dal 31 marzo al 30 maggio 2027.
Quale codice tributo si usa in F24?
Il 7034, istituito dalla risoluzione 39/E del 2024, con anno di riferimento 2026 per gli investimenti 2026. Lo indica la scheda dell'Agenzia sulla ZES Unica 2026.
Rendy controlla i documenti della tua pratica con le regole del tuo bando: periodo, pagamenti, massimali, CUP e diciture. Tu decidi sui casi dubbi e dedichi il tempo ai documenti che non tornano.